
Introduzione
Il regime forfetario (L. 190/2014) rappresenta il sistema fiscale naturale per i professionisti e le micro-imprese in Italia. La sua caratteristica principale è che il reddito su cui pagare le tasse non si calcola sottraendo tutte le spese reali, ma applicando una percentuale di redditività stabilita dalla legge ai ricavi.
1. I Pilastri del Regime: Accesso e Permanenza
Per beneficiare della tassazione agevolata (imposta sostitutiva al 15% o al 5% per le nuove attività), il contribuente deve rispettare precisi requisiti dimensionali verificati nell’anno solare precedente:
- Limite dei Ricavi: Il volume d’affari non deve superare la soglia di 85.000 euro. Tale limite deve essere ragguagliato ai giorni di attività in caso di apertura della partita IVA in corso d’anno.
- Costi per il Lavoro: Le spese per dipendenti, collaboratori e lavoro accessorio sono ammesse fino a un massimo di 20.000 euro lordi.
- Assenza di Cause Ostative: È precluso l’accesso a chi detiene partecipazioni in società di persone o associazioni professionali, o controlla S.r.l. che operano nel medesimo settore economico.
2. Il Calcolo del Reddito: Il Coefficiente di Redditività
A differenza del regime ordinario, dove l’utile è dato dalla differenza tra ricavi e costi documentati, nel regime forfetario le spese sostenute non hanno rilevanza fiscale (ad eccezione dei contributi previdenziali versati).
Il reddito imponibile si ottiene moltiplicando i ricavi incassati per un coefficiente di redditività, che varia in base al codice ATECO dell’attività. Per la maggior parte delle attività professionali (settore “Altre attività economiche”), tale coefficiente è fissato al 78%. Questo significa che il legislatore presume che il 22% dei ricavi copra forfettariamente tutte le spese di gestione.
3. Esempio Pratico: Professionista nell’Area Consulenza
Si consideri il caso di un consulente (coefficiente di redditività al 78%) che ha incassato compensi nel corso dell’anno.
- Compensi Incassati: € 50.000
- Coefficiente di Redditività: 78%
- Reddito Lordo Forfetario: € 39.000 (calcolato come 50.000 * 78%)
- Spese Forfettarie Riconosciute: € 11.000 (indipendentemente dalle spese reali)
- Contributi Previdenziali Versati: € 10.000 (unica spesa deducibile dal reddito lordo)
- Reddito Imponibile Netto: € 29.000 (€ 39.000 – € 10.000)
- Imposta Sostitutiva (15%): € 4.350
In questo scenario, il professionista assolve i propri obblighi fiscali con un’unica imposta che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP, beneficiando inoltre dell’esonero dall’IVA in fattura e dagli obblighi di registrazione contabile.
Conclusioni
Il regime forfetario garantisce una gestione semplificata e un carico fiscale ridotto, ma richiede una pianificazione attenta. Il superamento della soglia degli 85.000 euro o l’insorgere di una causa ostativa (come l’acquisizione di una partecipazione societaria) determina l’uscita dal regime a partire dall’anno successivo, con il conseguente ripristino degli oneri contabili ordinari.