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Impiegato in ufficio

PERDITE COVID SOSPESE IN BILANCIO: I PRIMI INTERVENTI SUL CAPITALE SOCIALE

Negli ultimi anni molte società si sono trovate ad affrontare il problema delle cosiddette perdite Covid sospese, soprattutto per quanto riguarda gli effetti sul capitale sociale e sulla struttura patrimoniale dell’impresa.

Durante il periodo della pandemia, infatti, numerose aziende hanno registrato perdite particolarmente elevate e, per evitare lo scioglimento, lo Stato è intervenuto con una normativa straordinaria; con l’ articolo 6 del Decreto legislativo 63/2020, è stato stabilito che le società non fossero obbligate ad intervenire immediatamente sulla copertura di tali perdite, né attraverso la riduzione del capitale sociale né tramite operazioni di ricapitalizzazione (art. 2446, 2447, 2482-bis e 2482- ter Codice Civile). In sostanza, le perdite potevano essere temporaneamente sospese e gestite negli esercizi successivi.

Oggi, questa fase straordinaria prevista dal provvedimento sta progressivamente giungendo al termine e le società devono tornare ad applicare le regole ordinarie previste dal diritto societario. Le imprese sono chiamate a verificare attentamente i bilanci più recenti valutando se le perdite risultino ancora presenti e se il patrimonio netto sia sufficiente a garantire l’equilibrio economico e finanziario della società.

Qualora la situazione non risulti migliorata, i soci devono adottare decisioni precise sul capitale sociale, in quanto la sospensione prevista dalla normativa emergenziale non produce più gli stessi effetti del periodo pandemico.

Terminato quindi il periodo di sospensione, le soluzioni possibili restano quelle tradizionalmente previste dal Codice Civile: le perdite possono essere coperte attraverso gli utili futuri oppure mediante nuovi conferimenti da parte dei soci per rafforzare il patrimonio della società. In altri casi, può rendersi necessario procedere alla riduzione del capitale sociale o ad una successiva ricapitalizzazione. Se, invece, la situazione è particolarmente grave e non ci sono possibilità di recupero dell’equilibrio patrimoniale, si dovrà procedere allo scioglimento della società.

Oggi le imprese sono chiamate ad affrontarle scelte concrete nei bilanci che si andranno a chiudere e ad assumere decisioni reali e responsabili sul capitale sociale, nel rispetto delle norme ordinarie che tornano ad essere pienamente applicabili e procedere adottando le adeguate azioni a partire dalle perdite conseguite nell’anno 2020.

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